“Quando le nostre relazioni sono animate dalla compassione – ci fa riflettere don Antonello – diventano un segno concreto della presenza di Dio in mezzo a noi“

Il Vangelo di oggi ci rivela il cuore di Gesù: un cuore capace di compassione. Prima ancora di compiere il miracolo, Gesù si ferma a guardare la folla. Non vede una massa anonima, ma persone con il loro volto, la loro storia, le loro fatiche e i loro bisogni. La compassione nasce proprio da questo sguardo: vedere davvero l’altro e lasciarsi toccare dalla sua realtà.
Anche la psicologia ci aiuta a comprendere quanto sia importante sentirsi accolti e compresi. Quando una persona si sente ascoltata senza essere giudicata, ritrova fiducia, speranza e il coraggio di affrontare le difficoltà. La compassione non consiste nel provare soltanto pena, ma nel farsi vicini, condividendo il peso dell’altro con rispetto e amore. Come guardiamo le persone che incontriamo ogni giorno? In famiglia, nella comunità, sul lavoro, sappiamo fermarci ad ascoltare, oppure vediamo soltanto i limiti, gli errori o ciò che ci disturba? La compassione trasforma le relazioni, perché ci insegna a riconoscere nell’altro un fratello o una sorella da amare, non un problema da evitare.
Chiediamo al Signore di donarci il suo stesso sguardo. Un cuore compassionevole sa accogliere, incoraggiare, perdonare e rialzare. E quando le nostre relazioni sono animate dalla compassione, diventano un segno concreto della presenza di Dio in mezzo a noi.
Splendida domenica
don Antonello










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