Inizia oggi l’era Roberto Stellone come tecnico della Casertana. Dopo l’esonero di Espinal, il neo allenatore rossoblù ha iniziato martedì pomeriggio la sua settimana all’ombra della Reggia, presentato oggi alla stampa nel ventre dello stadio Pinto. Presenti in conferenza anche il direttore sportivo Degli Esposti e il presidente D’Agostino, per fare il punto della situazione e commentare la scelta del cambio in panchina.
Il presidente D’Agostino: “Abbiamo sempre detto che la Casertana ha preso il meglio come calciatori, ora anche un allenatore che ha giocato tanto in C, B e A. Un mister con grande esperienza al quale do il benvenuto. Grazie anche a mister Espinal, augurandogli il meglio, è giovane e sono certo avrà una carriera brillante. Abbiamo scelto il mister che può rendere al meglio con la nostra squadra importante e ci vuole un mister all’altezza. Ci siamo resi conto che serviva questo passo. Nulla da togliere a Espinal ma c’era bisogno di un top player e il campo poi ci darà la sua risposta. Abbiamo preso 3-4 gol nel finale e con un po’ di reti in più fatte e meno subite, saremmo stati altrove in classifica. Siamo e saremo sempre ambiziosi, con un mister importante, una città e pubblico importanti, stadio che si farà, diesse bravo, società sana e vogliamo vincere. Quando abbiamo preso Espinal sapevamo a cosa andavamo incontro e le cose potevano andare anche bene ma, se dopo Cava ci fosse stato Guardiola in panchina avrei cambiato anche lui o i 15 calciatori che erano scesi in campo”.
Il neo tecnico Stellone: “Mi hanno cercato anche delle squadre di serie B ma ho scelto la Casertana perché mi piace come squadra, la piazza calda, il presidente e il diesse mi hanno fatto sentire importante. Forse solo a Palermo c’era questa affluenza in conferenza stampa. Anche se sono giovane sia da calciatore che da allenatore ho allenato e giocato in piazze importanti e al di là del passato, sono molto felice di essere qui, ho lasciato un contratto importante perché volevo ambire a qualcosa di più importante come una chiamata di una squadra di B o una squadra importante di C che pensa in grande, quest’anno tra due anni o tre anni. I giocatori visti in questi giorni in parte già li conoscevo. Possiamo dar fastidio nelle parti alte della classifica e ho tanto entusiasmo per iniziare. Sono certo che abbiamo una squadra forte, competitiva e credo in tutti i ragazzi. Il campionato è lunghissimo, credo nella forza del turn over, della versatilità, del cambio modulo, poi c’è bisogno del tempo giusto. I ragazzi li ho visti carichi, motivati e ben motivati ad uscire da questa situazione che non è assolutamente negativa ma sì migliorabile. E’ un campionato difficile che si deciderà sul lungo periodo e in poco tempo devo trovare quello che si cerca nella fase del ritiro, plasmare il gruppo, far entrare i meccanismi della mia idea di calcio nella testa dei ragazzi, sperimentare in amichevole. Non è un caso che siamo h 24 qui al campo in questi giorni, per cercare subito di valorizzare il gruppo. Voglio una squadra che sia completa e che possa dormire sogni tranquilli anche se qualcuno dovesse avere la febbre o non stare bene. Ho visto grande disponibilità da parte di tutti per lavorare insieme e migliorare. L’identità? La squadra è forte ed è bene cambiare, far sentire tutti parte del progetto, spero di ruotare anche di più di quello che ha fatto Espinal, senza andare dietro all’idea di un giornalista e di un tifoso. Abbiamo i dati Gps, parlo sempre con i calciatori e sono lucido nel fare delle scelte, che motiverò sempre. Nel calcio moderno si parla meno di riempimento degli spazi o tattica pure, dobbiamo saper stare barricati dietro quando serve, essere offensivi in altri momenti, gestire le folate e le occasioni. Bentivegna e Piovanello sono molto forti, sia tecnicamente che come impeto, sprint, con e senza palla. Nel calcio bisogna gestire sia la fase di possesso che di non possesso, come sotto punta, mezz’ala, esterni in un 4-4-2. Tutto può cambiare poi nel tempo. Già so come giocare: assolutamente a tre. Il reparto offensivo? Per me è completo e fortissimo, ci vuole anche fortuna e audacia per far girare bene gli episodi. Il mio staff tecnico è Jacopo Sala allenatore in seconda, Matteo Mantoni preparatore atletico e Fulvio Flavoni preparatore dei portieri che è rimasto sin da prima. Ho avuto un bellissimo approccio con tutti, qui è una famiglia e sono stato accolto davvero benissimo. Quando sono arrivato, non ho trovato troppa delusione, già smaltita ma davvero la voglia di ricominciare e andare avanti, ho visto subito grande voglia di uscire dal momento e fare più punti possibili da qua fino alla fine del girone di andata. Per andare avanti serve ambizione, insieme all’alchimia della piazza e la voglia di far bene, deve funzionare tutto alla perfezione”.
Infine, il diesse Degli Esposti: “Abbiamo fatto delle valutazioni in questa prima fase del campionato, nel momento in cui non c’erano più alchimie e certezze abbiamo deciso di cambiare scegliendo Roberto. Oltre al passato illustre negli ultimi anni, per me era la scelta giusta come carisma e identità che vogliamo dare alla squadra. Rispetto alle parole sentite nei mesi scorsi, abbiamo costruito ancora poco in base alla potenzialità della squadra e vogliamo anche alimentare un entusiasmo che non vogliamo mai disperdere. Quando abbiamo costruito questa squadra avevamo l’ambizione di costruire la migliore possibile, poi nel caos del mercato può succedere un po’ di tutto e con il tempo avevamo costruito sulla carta qualcosa di carino. Ne ho parlato spesso anche con Espinal: il calcio può essere fatto di razionalità, con il prototipo della squadra ideale ma serve anche alchimia e non è detto che una squadra costruita con tanti buoni giocatori possa fare bene. Questo è anche il bello e l’incognita del calcio. Espinal aveva il rammarico che in questo periodo non era riuscito a dare alla squadra ciò che aveva, credo che personalmente sia una persona impeccabile, a volte ha subito delle critiche eccessive ma c’è stato un colloquio molto sereno tra noi. Dobbiamo fare un percorso non distinto dai rimpianti e non ero certo che stavamo facendo il percorso giusto, non dormivo più la notte. Ora invece sì che la scelta è quella giusta anche per carisma, personalità ed è un percorso di crescita anche per noi come società”.
