“Essere fedeli ogni giorno è molto più difficile che compiere, qualche volta, un gesto straordinario” aggiunge
La fede, da sola, rischia di rimanere un sentimento, un’abitudine, un gesto esteriore. La fedeltà, invece, si misura nella vita di ogni giorno.
E noi, spesso, siamo incostanti, volubili, incoerenti.
Accendiamo ceri, ma dimentichiamo l’invito di Gesù a portare frutti di opere buone, a ricercare la verità e la giustizia.
Facciamo la Comunione, ma appena usciti dalla chiesa inganniamo il prossimo, parliamo male, calunniamo, non rispettiamo le regole, gli altri, l’ambiente.
San Paolo ci esorta a ricercare «tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode».
Eppure, troppo spesso, ci adattiamo con leggerezza al compromesso, all’opportunismo, all’incoerenza, all’incostanza.
La fede autentica chiede coerenza.
Chiede di trasformare le parole in gesti, le preghiere in scelte, i buoni propositi in comportamenti.
Non possiamo sottrarci alla responsabilità della fedeltà, se non vogliamo deludere Dio.
Non è facile.
Essere fedeli ogni giorno è molto più difficile che compiere, qualche volta, un gesto straordinario.
Pirandello diceva:
«È molto più facile essere un eroe che un galantuomo. Eroi si può essere una volta soltanto; galantuomini, si deve essere sempre».
Forse è proprio questa la sfida della fede: non essere buoni soltanto per un giorno, ma cercare di esserlo sempre.
Splendida settimana
D. Antonello

