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Roberto Ricciardi: “l’economia della felicità”

Nella corso della prima giornata del summit internazionale “San Leucio 250. Il lavoro tra memoria e futuro”, in corso alla Reggia di Caserta, nei saloni dell’Archivio di Stato, il presidente della BCC Terra di Lavoro San Vincenzo de’ Paoli ha rimarcato il valore dell’economia civile e dalla centralità della persona come motore di sviluppo

Qualcuno potrebbe chiedersi: “Ma cosa c’entra l’economia con la felicità?” – ha sottolineato Roberto Ricciardi durante il suo articolato intervento – C’entra eccome! Perché l’economia serve a fornire a tutti noi i mezzi necessari per vivere – ha spiegato – Se non si dispone di risorse sufficienti, si diventa infelici. Tuttavia, questa felicità deve essere pubblica, condivisa. Non può essere solo ad appannaggio del singolo, di un imprenditore che mira a massimizzare il profitto”. Il presidente della Banca Credito Cooperativo “Terra di Lavoro – San Vincenzo dè Paoli” con sede a Casagiove, ha poi fatto riferimento ad Antonio Genovesi, che può essere giustamente considerato uno dei fondatori della moderna scienza economica, il quale ha affermato che: “Il profitto è importante, ma non è il fine ultimo. È solo uno strumento, perché al centro ci sono le persone, con il loro lavoro e le loro necessità”. “Quindi – ha continuato Ricciardi dobbiamo pensare ad un’economia che parte dalla persona e dal benessere sociale. Questo è davvero straordinario. Come ha ben detto Matteo Olivetti nel suo intervento, ci sono opportunità da esplorare. Mi soffermo sulla sua visione che mira a portare cultura e spazi per socializzare nelle fabbriche, credo che questo sia di grande importanza”. Roberto Ricciardi parlando della colonia di San Leucio ha sottolineato che la stessa “fondata 250 anni fa sui principi di uguaglianza, benevolenza e matrimoni liberi, è davvero un’anticipazione della modernità, del welfare. Inoltre, c’è la cooperazione nel credito. Dobbiamo ricordare – ha detto – che la prima cassa, conosciuta come cassa rurale, che è stata una banca di credito rurale, è nata a Loreggia nel 1883, 50/60 anni dopo la Colonia di San Leucio, grazie al giovane Leone Wollemborg, ispirato dall’idea di Raiffeisen, che ha contribuito a creare questa tipologia di credito, con l’intento di supportare le fasce più deboli della popolazione, in particolare di artigiani e contadini che non avevano accesso al credito tradizionale. Grazie a queste cooperative di credito – ha concluso il presidente – e non a quelle tradizionali nate per altri scopi, le fasce più deboli hanno avuto la reale possibilità di accedere ad un aiuto concreto per supportare le proprie attività“.

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